Le tradi zioni affondano le loro radici nelle origini della popolazione alpina di questa valle. Il carnevale, con le sue maschere caratteristiche, è noto e apprezzato, così come i giochi popolari della rebatta e del fiolet. Un capitolo a sé merita la festa della seupa à la Vapelenentse: ogni anno a fine luglio, nella domenica che precede o segue il 27 luglio, festa del patrono San Pantaleone, la Pro loco di Valpelline prepara e distribuisce un piatto tradizionale, la "seupa à la Vapelenentse". La seupa è un piatto forte della cucina tradizionale della Valpelline ed è uno dei piatti più ap prezzati della gastronomia regionale. Le sue origni sono oscure e si perdono nel tempo, ma la preparazione ricalca un costume alimentare consolidato in tutte le valli valdostane. Nel passato la cucina aveva come comune denominatore l'autarchia e pertanto il pane raffermo, il burro, la fontina, la verza e il brodo erano sempre disponibili. La seupa era il piatto unico che forniva le calorie necessarie al duro lavoro dei montanari. Oggi la gastronomia regionale più raffinata ha recuperato questo piatto semplice.
Eun cou, la via di veulladzo
Serata itinerante all’insegna dell’allegria: in scena le nostre “maschere” che con i loro costumi, i colori e la musica creano un’atmosfera gioiosa e coinvolgente.
Girando su e giù per le “tsarrye” di notte in una atmosfera magica che per qualche ora ci riporta indietro nel tempo.
L’elemento vincente e caratterizzante di questo appuntamento è quello appunto di ricreare il più possibile la vita di un tempo a Valpelline, la fatica e le difficoltà nell’affrontare qualsiasi lavoro con umiltà e tanta pazienza.

Il piacere di lavorare ma anche di fare festa al contrario dello stress, dell’ambizione e della frenesia dei nostri giorni.
Il banchetto finale e la partecipazione del gruppo di musica tradizionale conclude la splendida serata “d’eun cou”.
Questa manifestazione vuole insegnare a non dimenticare le tradizioni, gli usi e i costumi di un tempo, patrimonio culturale del popolo valdostano di cui possiamo andare fieri.
|